Vertical farming con stile: l’orto digitale urbano di Cultifutura secondo Emilia Konert
di Gaia Soleri
| Storie e Interviste | Del 03/03/2026 |
Bello e sostenibile. Un orto digitale da interni che rende il vertical farming semplice, accessibile e bello. È CultEvo, il gioiello creato da Cultifutura, start-up milanese che ha innovato l’agricoltura urbana. L’orto da interni diventa oggetto di design, strumento educativo e soluzione sostenibile per portare la natura in casa, negli spazi di lavoro e nella ristorazione contemporanea. Erbe aromatiche, microgreens, insalate fresche, fiori edibili. La CEO Emilia Konert ci racconta la visione di Cultitufura e i suoi progetti.
Intervista a Emilia Konert, CEO e co-founder di Cultifutura
Come è nato il vostro progetto Cultifutura nel 2020?
Dalla passione per la tecnologia e per la natura. Eravamo tre soci fondatori: oltre a me, mio marito Samuel Peabody e Marcus Venzin (che ora ha lasciato Milano). Successivamente si sono uniti due agronomi e tre designer-ingegneri per realizzare il nostro progetto: portare la natura negli spazi interni - uffici, scuole, ristoranti, case - attraverso tecnologia e design.
Nel tempo abbiamo condotto ricerche per ottimizzare la scelta dei semi giusti e raggiungere un costo sostenibile per entrare nel mercato.
Ora posso dire che il prodotto è vivo e funziona: CultEvo, il nostro orto digitale da interni, è stato installato in oltre 150 pezzi fra Italia e Svizzera. Essendo certificato CEE possiamo vendere in tutta Europa.
Il nostro team è composto da sette persone.
Come siete riusciti a rendere CultEvo un oggetto desiderabile?
Lavorando sulla percezione del pubblico, che spesso considera “fredde” e troppo tecniche le soluzioni di vertical farming. Abbiamo voluto creare un prodotto in grado di mantenere un equilibrio fra estetica, tecnologia e fruibilità.
CultEvo è un orto digitale da interni che si integra negli ambienti e diventa elemento di design. Non utilizza la classica luce viola fredda: abbiamo scelto colori e luci LED a spettro bianco caldo.
La tecnologia, mai invasiva, affianca l’utente in tutte le fasi della coltivazione consentendo una crescita ottimale delle piantine.
Oltre alla tecnologia, su quali aspetti vi siete focalizzati?
Sul design del prodotto, sull’aspetto educativo del progetto e sulla biologia delle piante. Siamo andati alla ricerca di ingredienti, semi dimenticati ed erbe rare, che potessero soddisfare le esigenze degli utenti ma anche degli chef nelle città.
In che modo CultEvo rimane efficiente sia in piccoli uffici sia in grandi strutture?
Il sistema è pensato per essere modulare e scalabile: un unico modello di teca con dimensioni ottimizzate (59,5x49x40 cm) permette di coltivare oltre 50 varietà di piante. In futuro, realizzeremo una teca più alta per ospitare coltivazioni di fiori e peperoncini.
Indipendentemente dall’istallazione, CultEvo è dotato di un sistema di luce e irrigazione ottimizzato per consentire alle piante di produrre un maggior quantitativo di vitamine e antiossidanti.

Quali piante possiamo coltivare in una teca CultEvo?
Questi sistemi sono ideali per leaf green, insalate, aromatiche, fiori edibili, senza bisogno di terra. Il modello prevede poco consumo di acqua, energia ridotta, minore trasporto, eliminazione della plastica.
I semi provengono da Paesi europei quali Italia, Polonia, Germania, mentre i microgreens arrivano dall’Olanda - crescione, borragine, amaranto. Fra le insalate: cicoria, mizuna, rucola, bietolina. Erbe aromatiche: timo, salvia, coriandolo, menta, aneto, shiso. Fiore all’occhiello, il basilico: a scelta fra quello genovese, greco, viola, limone, cannella.
Tecnicamente come funziona il ciclo di vita delle piantine con CultEvo?
Ogni pianta ha il suo ciclo. Sintetizzando, il sistema funziona così: si inseriscono semini e acqua nella teca e si avvia il dispositivo. L’ app dedicata gestisce tutto, mandando notifiche all’utente per monitorare la crescita e spiegare lo sviluppo della pianta in ogni fase. L’intervento umano consiste nell’aggiungere acqua quando necessario e raccogliere le piantine quando sono pronte.
Quale cambiamento nel benessere delle persone avete osservato con l’introduzione di CultEvo negli uffici?
Per noi è stata una sorpresa osservare i risultati in termini di benessere. I dipartimenti delle Risorse Umane coinvolti nei progetti di well-being - con teche condivise in ufficio da due persone per sei mesi - hanno riferito esiti molto positivi: l’80% delle persone ha creato nuove relazioni con colleghi, il 73% ha beneficiato di un miglioramento dell’atmosfera in ufficio con riduzione dello stress. Tutti hanno trovato CultEvo molto facile da usare e i suoi prodotti persino superiori a quelli acquistati.
Direi che uno dei nostri obiettivi di riportare la natura negli spazi di lavoro sta producendo risultati e contribuisce all’acquisizione di una maggiore consapevolezza su natura, nutrizione e sprechi.

Se CultEvo venisse adottato in modo capillare nelle città, quale trasformazione potremmo immaginare?
Il nostro sogno è creare uno standard per questo tipo di prodotto e diventare una referenza. Penso che fra dieci anni sarà normale crescere le piante negli ambienti interni.
Il contatto con le piante fa davvero bene e ha un impatto sulle persone. Se tutti avessero un giardino in casa, potrebbe cambiare l’approccio alla sostenibilità. Siamo convinti che riconnettere le persone con la coltivazione del proprio cibo possa contribuire a cambiare il mondo. Cultifutura vuole proporre un cambio culturale e lanciare una nuova agricoltura urbana con stile.
Quanto può essere difficile il mercato italiano?
Considerata la cultura italiana sulla qualità dei prodotti e la biodiversità, il mercato potrebbe sembrare difficile. In realtà, per noi è un vantaggio: in Italia le persone sono molto attente al gusto e alla qualità, quindi in grado di apprezzare un prodotto buono.
Con CultEvo si ottiene una qualità eccellente di insalatine, micro green ed erbe aromatiche. Per noi l’Italia funziona come test di qualità.
Concorrenti in Italia? Su piccola scala, come noi, sono ancora pochi.
Quali progetti state realizzando con gli chef?
CultEvo, progettato per integrarsi in ambienti domestici e professionali, fornisce a chef e ristoratori un prezioso strumento per insaporire i piatti.
All’inizio non è stato facile convincere gli chef, ma oggi ci stanno dando fiducia dopo aver testato i prodotti. I nostri clienti sono in Italia e in Svizzera: Brasserie 1893 a Losanna, il ristorante stellato Berceau des senses (Ecole d’hotellerie de Lausanne), il ristorante della Clinique La Prairie vicino Losanna.
Il primo partner stellato di Cultifutura in Italia è Il luogo Aimo e Nadia a Milano, con cui abbiamo avviato un progetto di coltivazione di piante rare e antiche.

Quali metriche ambientali utilizzate per misurare l’impatto reale di CultEvo?
La sostenibilità del nostro prodotto si misura attraverso indicatori concreti: risparmio del 97% di acqua, sia per la coltivazione sia per il lavaggio delle piante; eliminazione di plastica nelle confezioni e nei trasporti; risparmio energetico nella logistica.
Come pensate di entrare nelle case degli italiani?
CultEvo è certamente a misura di appartamento, concepito per essere inserito in un modulo da cucina, oppure posizionato come elemento singolo. È un piccolo orto da coltivare in casa per avere insalatina fresca ed erbe aromatiche, ma anche uno strumento educativo immersivo.
Cultifutura punta su un pubblico attento alla sostenibilità, al design dell’oggetto e alle innovazioni. Per le installazioni in casa vogliamo trovare una soluzione più accessibile (attualmente parliamo di circa 2000 euro a teca) e stiamo cercando il partner industriale adatto.
Qual è l’errore più grande che le aziende fanno quando integrano tecnologie di agricoltura indoor?
La prima cosa da evitare è complicare troppo la tecnologia investendo ingenti capitali sui prototipi. L’approccio tech-focused in questo caso non è necessario: idroponica e vertical farming esistono già con tecnologie consolidate.
Oltre a pensare alle piante, che sono elemento vivo, Cultifutura si è focalizzata sul design per creare un prodotto flessibile e facile da usare.
Altro errore da evitare è focalizzare le campagne marketing sull’aspetto tecnologico, dati e intelligenza artificiale. Alla fine, il cliente sceglie il prodotto per crescere le piantine, non compra la tecnologia che sta dietro. Noi portiamo l’attenzione sul vero prodotto, che sono le piante. CultEvo offre la possibilità di coltivare superfood in casa – freschi e potenziati naturalmente.

Progetti Cultifutura in corso?
In ambito uffici, abbiamo attivato progetti a Milano con Edison HQ e Innovation center, Epta. Sui progetti per le scuole, abbiamo ottenuto la sponsorizzazione da EPTA group e Intesa San Paolo. Installiamo le teche gratuitamente, organizziamo un workshop introduttivo e consegniamo materiale educativo su temi quali agronomia, genetica, nutrizione. Sono poi gli insegnanti a portare avanti il progetto di coltivazione idroponica con gli studenti, che avranno modo di esplorare i principi della biologia, della chimica e della sostenibilità.
In pillole
Da Milano parte l’innovazione del vertical farming con Cultifutura, la start-up che porta l’agricoltura negli spazi interni. Coltivare insalatine ed erbe aromatiche in casa diventa facile e sostenibile. Emilia Konert spiega come funziona l’orto digitale CultEvo. Natura, tecnologia e design elegante.